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Ciao a tutte e tutti, buongiorno genitori e tutori

La scuola è “chiusa” da dieci giorni con oggi. Ne restano parecchi altri prima di iniziare l’attività didattica in presenza e quando ciò accadrà, vorrà dire che tutto è a posto, non a parole, ma sul serio. Da tre/quattro giorni poi, questi edifici sono ufficialmente vuoti (sino alla scorsa settimana eravamo in tre o in quattro, ben distanti gli uni dagli altri). Mancate voi (alunni e alunne), i vostri e le vostre insegnanti, le collaboratrici e i collaboratori, il personale amministrativo. Sono spazi vuoti, per il momento. E forse lo siamo un po’ tutti, chi più chi meno, rispetto alla scuola che conosciamo: la scuola è una parte fondamentale dell’esistenza delle famiglie e della società, con i suoi pregi e difetti, con i suoi limiti e aspirazioni. La scuola è un luogo di costruzione e, se ci pensiamo bene, anche di appartenenza, nel senso che fa parte di tutti ed appartiene a tutti quelli che la formano.

Adesso la vita scolastica è stata trasformata dall’assenza fisica di chi apprende (tutti, alunni e docenti) e se vogliamo è stata complicata dal fatto che ci si deve gestire da soli (tutti, idem come sopra). La didattica a distanza, comunque la si valuti, è ciò con cui ci si deve confrontare e come per tutte le situazioni nuove, necessita di cautela e sicurezza, entusiasmo e creatività, sapendo che non esiste una ricetta.

Ai genitori suggerisco di concordare con le figlie e i figli un’organizzazione del tempo e consegne precise: è giusto anche che rendano conto di quel che fanno. Sono però i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi a doversi occupare dello studio ed è loro responsabilità (commisurata all’età, ovviamente) gestirne i tempi, le modalità e l’approccio. Occorre che siano condotti e guidati, non sostituiti.

Ai bambini e bambine, ragazzi e ragazze, suggerisco di mantenere il contatto con i compagni e le compagne (anche per condividere delle attività didattiche) e di organizzare il tempo della conoscenza con la stessa cura di chi si occupa di un bonsai (sapete quegli alberi che sono sottoposti a potatura quotidiana e che crescono impercettibilmente e restano piccoli piccoli): tutti i giorni un pezzo alla volta, si acquisiscono informazioni e conoscenze; fissarle e dar loro forma, trasforma quelle conoscenze in sapere e quindi in apprendimento.

Lo studio è anche questo, ovvero organizzazione delle conoscenze, categorizzazione, creazione delle relazioni, e riuso.

Chiudo dicendo la scuola fa e continua a fare quel che deve per sostenere i bisogni di tutte e tutti.

Non vedo l'ora di rivedervi e rivederci a scuola.

Un abbraccio a tutte e tutti.

Fabio Cocco